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da Adnkronos

Il pediatra, bene iniziativa di Parodi, è ora di ‘scioperare’

Roma, 3 mag. (Adnkronos Salute) – Non solo tempo prezioso ‘bruciato’ in operazioni, temi, problemi e quiz. I compiti delle vacanze rappresentano anche una bella spesa per le famiglie italiane. “Secondo i miei calcoli, fatti dopo aver contattato alcune scuole elementari, medie e superiori, le famiglie italiane rischiano di spendere circa 215 milioni di euro”. Parola del pediatra di Milano Italo Farnetani, che per l’Adnkronos Salute realizzato una piccola indagine, moltiplicando la spesa per i libri consigliati per il periodo delle ferie dagli insegnanti per il totale degli alunni dei vari cicli scolastici. Arrivando a una cifra ragguardevole.

“Da tempo – ricorda il pediatra – sottolineo l’inutilità dei compiti, dunque non posso che appoggiare l’idea di Maurizio Parodi”, il dirigente scolastico, autore di ‘Basta compiti! Non è così che si impara’, che alla vigilia della fine della scuola invita studenti e genitori a una sorta di ‘sciopero’ dei compiti delle vacanze. “I compiti per le vacanze sono inutili e dannosi – sostiene da anni il pediatra – perché ‘rubano’ prezioso tempo da passare in relax, per ricaricarsi, con la famiglia e gli amici. Oltretutto, se gli insegnanti danno i compiti poi a settembre devono impegnarsi per controllarli, altrimenti chi li ha fatti viene penalizzato. In tempo di crisi ho voluto capire, poi, quanto pesa questa voce sul bilancio delle famiglie”.

Dopo aver contattato una serie di scuole, Farnetani ha scoperto che in media i libri per le vacanze adottati alle elementari costano 15 euro, per le medie si sale a 30 euro e per le superiori a 50 euro. “Moltiplicando queste cifre per 2,5 milioni di alunni delle elementari (escludendo quelli di quinta, che non fanno compiti), per 1,7 mln di ragazzini delle medie e per 2,5 mln di liceali, scopriamo che i genitori dei più piccoli sborseranno circa 37 mln di euro, quelli con figli intermedi 51 mln e quelli dei liceali 125 mln. In totale 213 milioni di euro. Una cifra importante, che non rientra nel tetto di spesa del ministero e che specie in tempo di crisi deve far riflettere”, conclude il pediatra.