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di Chiara Sandrucci

Pratica obsoleta, nessuno ne ha mai provato l’efficacia. E fanno odiare la scuola

Rita Gallo, 49 anni, da dieci anni non assegna nulla ai ragazzi per il periodo estivo

TORINO – Ha sempre pensato che i compiti a casa fossero inutili. Tanto più quelli delle vacanze, croce di ogni estate. Ma ha continuato a darne qualcuno, giusto un po’, fino a quando un bel giorno di una decina d’anni fa ha smesso. Perché non è così che si impara o si ripassa.

Alla primaria dell’IC Pertini

Rita Gallo, 50 anni a dicembre, è una delle pochissime maestre «no compiti» delle scuole pubbliche di Torino e ha lasciato liberi per tutta l’estate i suoi alunni della primaria dell’IC Pertini in zona Lingotto. O meglio, per ora è la prima maestra in città ad essere uscita allo scoperto, da quando due anni fa ha trovato per caso su Facebook la campagna nazionale «Basta compiti» del preside genovese Maurizio Parodi. Oltre 12 mila gli iscritti al gruppo Fb, 30 mila le adesioni alla petizione online, 700 tra docenti e dirigenti della rete nazionale. In città soltanto alcuni istituti privati, come «La Scuola Possibile» del Basic Village, li hanno aboliti. Eppure è il sogno di tutti gli alunni e di molti genitori. «Per ora non esistono scuole pubbliche che abbiano deliberato come collegio docenti di eliminare questa pratica inutile e obsoleta – spiega la maestra Gallo, oggi coordinatrice della rete dei docenti a compiti zero – ci sono tantissimi insegnanti che ormai ne assegnano pochi, ma sono molto rari quelli che non li danno del tutto».