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Psicologia

Mi chiamo Maurizio Parodi, sono un dirigente scolastico, autore di alcuni saggi e fondatore del Movimento: “Basta compiti!”.

Scrivo per denunciare un caso di patente, eppure trascurata, violazione dei diritti dei minori, in particolare del diritto alla salute fisica e mentale.

La scuola italiana eccelle per il il carico di lavoro domestico inflitto già nei primi anni di frequenza (lo confermano i dati Ocse), persino in molte scuole a tempo pieno – dopo 8 ore di lezione, si assegnano, a bambini tra gli 6 e gli 11 anni, compiti quotidiani, nei fine settimana e durante le vacanze.

I compiti a casa sono motivo di grande disagio, sofferenza profonda, soprattutto per gli studenti più svantaggiati (in tal modo ulteriormente discriminati); aggravano il carattere censitario della scuola (avvantaggiano chi sia già economicamente, culturalmente avvantaggiato); favoriscono l’abbandono scolastico; limitano penosamente il tempo libero, destinato al riposo, alla ricreazione, allo svago o allo svolgimento di altre attività (motorie, artistiche, espressive…), dalla scuola trascurate, ma non per questo meno formative, e, quel che forse è più grave, procurano ansia, frustrazione, paura, panico, spesso somatizzati da bambini e ragazzi stressati, depressi o controdipendenti, in forme tali da configurare veri e propri disturbi psicologici sempre più frequenti e debilitanti, come risulta anche dalle testimonianze degli operatori che, a diverso titolo, si occupano di igiene mentale dei minori.

Rivolgo, pertanto, a tutti i soggetti interessati questo appello affinché nel nostro Paese possa trovare pieno riconoscimento ed esercizio “il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…”, riconosciuto a ogni bambino o ragazzo e sancito dall’art.31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dallo Stato italiano il 27 maggio 1991, con legge n.176.

Allego il testo della petizione online (change.org): “Basta compiti!”
Confidando in un positivo riscontro, porgo i saluti più cordiali.

Maurizio Parodi, dirigente scolastico