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Claudia Martini

Buongiorno, sono Claudia Martini. Lavoro da otto anni circa come insegnante precaria nelle scuole primarie pubbliche statali della zona sud di Milano, con qualche breve esperienza nella scuola dell’infanzia.
Concordo pienamente con quanto affermato nel manifesto ” BASTA COMPITI” perché, quotidianamente, entro in contatto con la negatività e la sofferenza che anche questa consuetudine produce nei bambini, ragazzi e nelle loro famiglie, soprattutto ( che vergogna e dispiacere nel doverlo testimoniare ancora) per chi si trova in una situazione di svantaggio.
Negli ultimi due anni l’unica decisione riguardo ai compiti presa in team, l’unico successo ottenuto, è stato quello di non assegnarne di scritti almeno ai bambini che hanno una certificazione che dà diritto al sostegno, invitando tutte ad osservare i fatti:
– evidente “stanchezza” dopo 40 ore di scuola settimanali e,conseguentemente, affermazione della necessita’/diritto al riposo, svago e rigenerazione
– parziale capacità di svolgere gli esercizi assegnati ( tradizionalmente intesi ) e, conseguentemente, opportunità della presenza di un esperto servitore che metta nelle condizioni di imparare
– disagio dei genitori nel seguire i figli in generale e, in particolare, nell’impegno di far loro eseguire i compiti. Tale obbligo genera ulteriori problemi senza aggiungere benefici. Si ignorano la necessità e i bisogni reali dei più piccoli e conseguentemente, non si offrono risposte e opportunità adeguate per la loro crescita.

In generale ho notato che fin dalla scuola dell’infanzia, il piacere, lo stare nel benessere viene ostacolato anche da una serie di leggi, reali e anche interiorizzate, di cui talvolta non siamo consapevoli, e pertanto viene a diminuire o mancare del tutto la motivazione, l’impegno, la vitalità e la spinta creativa, con le conseguenze che tutti vediamo e denunciamo spaventati ( bambini depressi, ragazzi che non sono più in grado di fare tre giri di corsa della palestra perché sono stati condannati troppo a lungo all’immobilismo forzato a scuola e tutto sommato anche a casa, inchiodati ai vari video, solo per dirne alcune).

Ho abbracciato con convinzione la campagna “BASTA COMPITI” che prima di tutto è stata per me una fonte di apertura, rinforzo di convinzioni, conoscenza di fatti, persone ed esperienze condivise. Cerco di diffondere la necessità di interrompere questa catena di nonsenso, in primo luogo cercando continuamente il dialogo, faticosissimo, con le mie colleghe e realtà educative/formative che mi sono vicine, certa che l’abolizione dei compiti per casa o per le vacanze, sia un obiettivo perseguibile e per cui vale la pena di spendersi.

Claudia Martini