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Fabiola Lupo Pasini

Mi chiamo Fabiola Lupo Pasini.

Abito a Crema. Insegno nella scuola elementare dal 1980. Dal 1984 insegno in un piccolo paese, Ripalta Cremasca. Sono stata maestra unica, insegnante prevalente, insegnante su modulo di italiano e poi di matematica.

Con l’arrivo delle nuove tecnologie, essendomi appassionata all’utilizzo del computer, ho insegnato su più classi informatica e musica.Sono stata responsabile dei progetti di educazione all’affettività, funzione strumentale per i Dsa, per le nuove tecnologie e responsabile del progetto qualità. Esperienze che mi hanno aiutato a riflettere sul mio essere insegnante, sulla mia professionalità.

Ora sto insegnando come prevalente a 22 ore in una classe quinta che attua un progetto di didattica inclusiva. Inclusione significa rendere accessibile l’apprendimento a tutti e a ciascuno.

Ho assegnato in passato compiti a casa, non molti, a volte per adeguarmi ai colleghi o alle richieste dei genitori. Non ho mai creduto in toto alla loro necessità, non ho mai riscontrato una loro valenza nell’apprendimento, anche perchè chi sa fare, fa, chi non sa fare, si fa aiutare o non fa. Inoltre assegnare lo stesso compito a tutti i bambini della classe, significa dare per scontato che tutti abbiano lo stesso bisogno, ma sappiamo benissimo che nella stessa classe i bambini hanno livelli di apprendimento differenti, anche per attitudini diverse.

Ora non assegno più compiti, i bambini ne sono felici, hanno tempo per giocare e coltivare le loro passioni. Non dimenticano la scuola a casa, hanno tempo per ripensare a ciò che è stato svolto, per rivedere e revisionare. Per curiosità leggono, approfondiscono, o si cimentano in cose nuove, sperimentano con creatività. Sicuramente non tutti hanno la stessa motivazione e interesse per le attività scolastiche, ma sono bambini e hanno diritto di giocare e cimentarsi in attività più pratiche (e ugualmente utili) come fare l’orto o aiutare mamma e papà a cucinare o nei lavoretti di bricolage.

A scuola è molto bello non avere compiti da correggere e avere più tempo per condividere le esperienze extrascolastiche, scambiandoci così idee per trascorrere il tempo libero; nessuno escluso.

Galli della Loggia: “Ci vogliono insegnanti che non facciano sconti allo studio”.

Direi: in primis al loro studio, quotidiano (escluse festività e ferie). Dopodiché i bambini, i ragazzi devono imparare l’importanza dello studio, della fatica e dell’impegno. Ma… in un contesto adeguato, motivante, che offra gli strumenti adatti e personalizzabili; un contesto che solleciti il confronto, il dibattito, l’aiuto reciproco e la scoperta delle attitudini di ciascuno.

Questo contesto deve essere offerto a tutti, nel rispetto della nostra Costituzione e del diritto allo studio (appunto deve essere soprattutto un diritto). Questo contesto deve chiamarsi Scuola, contesto privilegiato allo studio, ma non unico, all’apprendimento perché si impara anche “non studiando” nella classica maniera. Perciò in vacanza si può apprendere in modo alternativo (socializzando per esempio) e a scuola si apprende (anche) studiando.

La scuola deve offrire il contesto adeguato evitando di delegare alla famiglia un compito così oneroso e lasciando “solo” l’alunno davanti alle eventuali difficoltà.

Fabiola Lupo Pasini