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Paolo Romandini

Sono circa 40 anni che insegno Scienze, prima alle scuole medie e poi alle superiori, prima professionali e poi licei. Da diversi anni non assegno compiti per casa né per le vacanze, perché sarebbero inutili: chi li fa non ne ha bisogno e chi ne avrebbe bisogno non li fa. In compenso sono molto efficaci per demotivare verso lo studio.

Da alcuni anni non interrogo nemmeno più, valuto gli interventi costruttivi degli studenti durante lezioni veramente partecipate, valuto le domande più stimolanti poste dagli alunni in classe.
Poi valuto anche un paio di verifiche scritte a quadrimestre, per vedere quanto e come sono stati compresi gli argomenti trattati in classe. Per i voti uso l’intera scala da 1 a 10.

Insisto che non serve imparare a memoria ma comprendere ciò che si legge, che va appresa l’arte di prendere appunti personalizzati ed efficaci.
Insegno a non vergognarsi o nascondere gli errori, perché è da quelli che si impara maggiormente. Le lezioni devono essere svolte in un clima di serenità, di partecipazione piacevole, non competitiva e non giudicante, incuriositi dagli stimoli provenienti dai compagni, dall’insegnante, dalla realtà esterna alla scuola, da internet, da letture e film.
Ognuno deve sentirsi libero di partecipare e di essere ascoltato, sentendo che la lezione è di tutti, anche sua.

Ovviamente espongo le regole del gioco appena conosco una classe, alle prime lezioni. Per chi resta indietro faccio un’ora alla settimana di sportello didattico a scuola e per chi lo vuole c’è anche lo sportello online.

Paolo Romandini,
Docente di Scienze naturali presso il Liceo delle Scienze Umane, Padova

Paolo Romandini