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Vincenza Gari

Insegno matematica e scienze da oltre 35 anni nella scuola secondaria di primo grado.
Sono un’insegnante a compiti zero. Perché? Ecco tre delle tante possibili risposte:
1. Se assegni compiti e hai un minimo di onestà intellettuale, i compiti vanno sempre corretti e il tempo che usi a correggerli può essere impiegato per evitare di dare altri compiti.
2. Sono anche genitore e i compiti sono una tortura per tutta la famiglia. Impediscono ai bambini di svolgere attività extra-scolastiche di vitale importanza per la loro crescita.
3. Si può lavorare benissimo senza dare compiti a casa.

Mi sento spesso dire che la matematica non si può imparare senza esercizi a casa: niente di più falso! Basta utilizzare al meglio il tempo scuola, abbandonare i libri di testo pieni di esercizi ripetitivi e noiosi, aiutare i ragazzi a scoprire regole e proprietà senza calarle dall’alto. E gli esercizi si fanno in classe: ci si aiuta reciprocamente, ci si diverte di più e l’insegnante può supervisionare e aiutare chi ne ha bisogno.
E per le scienze: dimenticare i “programmi ministeriali”, capire e valorizzare le esperienze personali per avere attenzione e far interiorizzare conoscenze e sviluppare competenze semplicemente con il lavoro in classe.

Vincenza Gari