Compiti e diritti…violati

Pubblicato da Redazione Basta Compiti! il

Il 27 maggio 1991, l’Italia ha ratificato, con legge n.176, la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che sancisce, per ogni bambino/a e ragazzo/a, “il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…” (art.31).

Una buona occasione per ricordare che i “compiti delle vacanze”, nefando ossimoro tipicamente italico, contraddicono i più elementari principi pedagogici e precludono il diritto testé richiamato; in altre parole, violano una legge che impone il rispetto di bisogni fondamentali ai quali la “superiore” pianificazione del calendario scolastico intende garantire tutela formale e sostanziale: se il MIUR stabilisce per gli studenti (non per i docenti) periodi obbligatori di vacanza, cioè di riposo, ricreazione, svago, questi devono essere rispettati.

L’assegnazione dei compiti impedisce il godimento della vacanza perciò si deve ritenere illegittima. Il concetto deve essere ben chiaro: non si tratta di auspici, peraltro pedagogicamente commendevoli, ma dei diritti sanciti dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite che non devono essere limitati o vanificati, e che possono essere invocati nel caso il cui azioni, comportamenti, pratiche individuali, sociali o istituzionali ne affievoliscano o pregiudichino il godimento.

Se i compiti a casa impediscono agli studenti di riposare, giocare, ricrearsi, avere tempo libero da dedicare ad “altre” attività, ebbene si configura non solo la patente e riprovevole ignoranza di elementari principi di igiene mentale e fisica (sintomo di una spaventosa mancanza di umana sensibilità), ma anche un abuso gravissimo, passibile (e meritevole) di segnalazione ai dirigenti scolastici, al Ministero, ai Garanti dei diritti di bambini e adolescenti.

Dirigente scolastico di lungo corso, vive a Genova e si occupa di ricerca e formazione in campo socio-pedagogico, non ancora rassegnato all’impermeabilità degli apparati educativi. Fondatore, amministratore e portavoce del gruppo Basta Compiti, ha pubblicato numerosi articoli e alcuni saggi, tra i quali: «Basta Compiti, non è così che si impara» (Edizioni Sonda), «Non ho parole. Analfabetismo funzionale e analfabetismo pedagogico» (Armando), «Così impari. Per una scuola senza compiti» (Castelvecchi)


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