Compiti per le vacanze, Maurizio Parodi: 'Un malvezzo pedagogico solo italiano'

Pubblicato da Redazione Basta Compiti il

Il conto alla rovescia per il rientro in classe è ormai agli sgoccioli e per gli studenti che si apprestano a tornare a scuola si avvicina sempre più il momento della ‘resta dei conti’ con i famigerati ‘compiti per le vacanze’. “Un malvezzo pedagogico tutto italiano, assolutamente inutile, se non dannoso”.

A schierarsi a fianco dei discenti, ancora una volta Maurizio Parodi, dirigente scolastico, autore di ”Basta compiti! Non è così che si impara” e ”Gli adulti sono bambini andati a male”, che ha creato la pagina Facebook “Basta compiti”, con annessa Campagna di raccolta firme che raccolto oltre 24mila firme in calce alla petizione. Secondo Parodi, che concorda pienamente con il pediatra Italo Farnetani, nel sostenere che l’estate deve essere “un tempo di riposo, relax, attività fisica, divertimento” nel nostro paese si persevera con questo “accanimento morboso, che rasenta la crudeltà mentale. Tanto per rendere l’idea – sottolinea all’Adnkronos Parodi – mi ricordo di un libro per le vacanze che si intitolava ‘il guasta feste’, il che la dice lunga” “Oltretutto – evidenzia – non vi alcuna dimostrazione che i compiti per le vacanze siano necessari o tantomeno utili. Sono oltre 500 – sottolinea ancora Parodi – i docenti che hanno aderito all’ Albo ‘Docenti a compiti zero’, che vanno dalle elementari alle superiori e di diverse materie, che non danno mai compiti per le vacanze. E posso assicurare che i loro studenti hanno un percorso regolare con il vantaggio di non detestare la materia”.

“Gli insegnanti – prosegue – fanno finta di credere, vista anche la mole di lavoro assegnata, che i ragazzi si applicano con metodo allo ‘studio estivo’, mentre in realtà gli studenti più ‘seri’ si ammazzano di fatica all’inizio delle vacanze per liberarsi subito del fardello, cosa per altro impossibile visto il carico di lavoro, mentre la maggior parte si affanna all’ultimo minuto con la mobilitazione generale di genitori e parenti arrivando a scuola stremati e oppressi dall’incubo di un adempimento inutile e ingiustificato. Per entrambi quindi non è vero che si mantengono in esercizio. L’unico risultato è rendere la scuola un luogo inospitale ed inviso alla maggior parte degli studenti”.Oggiscuola.it[vc_column width=”1/3


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