Genitori contro prof.

Pubblicato da Redazione Basta Compiti il

In Spagna indetto uno sciopero a novembre. L’accusa: «Così si rovina la vita domestica». Le famiglie cattoliche: messaggio sbagliato.

Sul libretto di giustificazioni degli spagnoli compariranno parole che tutti gli studenti avrebbero voluto leggere: «Mio figlio non ha svolto i compiti per una decisione familiare». L’alleanza di questi tempi non è inedita: genitori e studenti uniti contro i professori. La più potente associazione spagnola dei genitori degli alunni degli istituti pubblici ha indetto il boicottaggio dei compiti a casa per il prossimo novembre, in particolare nei fine settimana. Lo scopo: migliorare il clima a casa, messo a repentaglio da ricerche, problemi di geometria, versioni e quiz. L’annuncio è stato dato dalla Ceapa, la confederazione delle associazioni dei genitori: «Ci troviamo con bimbi delle elementari carichi di cose da fare. – ha spiegato il presidente, José Luis Pazos -. Chiediamo, quindi, la fine dei compiti a casa come sono concepiti oggi. Le vicende scolastiche devono restare a scuola, la casa deve essere lo spazio per le attività che possano motivare i più piccoli». Per sostenere meglio la tesi il sindacato dei genitori ha mostrato i risultati di una ricerca: il 48% degli intervistati crede che l’eccessivo carico abbia un cattivo effetto sulla vita domestica. In media i ragazzi spagnoli restano due ore al giorno sui libri (fuori dall’aula). Dieci ore a settimana, il dato italiano è persino superiore a quello iberico, rappresenta il doppio della media mondiale, secondo una ricerca dell’Ocse pubblicata qualche mese fa.

Mentre i sindacati dei professori dicono di voler aprire un dialogo, l’associazione dei genitori degli studenti delle scuole cattoliche (in Spagna molto numerose) si schiera sul fronte opposto: «Inammissibile chiamare all’insubordinazione – dice la Concapa -, significa trasmettere il messaggio che le regole non vanno rispettate. I compiti sono necessari».

La protesta, che si ispira a una mobilitazione del 2012 in Francia, è stata annunciata nei dettagli. Compresi quelli più tecnici, ma non meno importanti per i ragazzi. Per esempio: come si risponde al docente che pretende di vedere i compiti svolti nel fine settimana? I genitori spagnoli hanno pensato a tutto: i ragazzi porteranno una giustificazione dove si annuncia l’adesione al boicottaggio. La Stampa[vc_column width=”1/3


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