Testimonianza di Franca Scarlaccini

Pubblicato da Franca Scarlaccini il

Sono psicologa, psicoterapeuta, mi occupo da sempre di relazioni scuola-famiglia, dei processi cognitivi legati agli apprendimenti. Come ipnotista ho approfondito ancora di più il campo delle neuroscienze. Ho una formazione specifica che mi porta a sostenere con cognizione di causa alcune posizioni.

Posso comprendere e giustificare l’ignoranza in materia di alcuni genitori: non sono loro gli specialisti della formazione.

Quello che tollero sempre di meno è l’ignoranza proprio dei meccanismi alla base degli apprendimenti di alcuni insegnanti.

La scuola chiede che i genitori stiano fuori dalla didattica, ma esistono insegnanti che, ahimè, continuano a credere che caricare i bambini di compiti, (come dice Maurizio Parodi) “assediando quasi militarmente” la quotidianità familiare, giovi agli apprendimenti.

Nessun tempo per far sedimentare le conoscenze o per approfondire, più materie con termini tecnici da studiare in un pomeriggio, l’ansia di ammalarsi perché si dovranno recuperare i compiti, disgusto e malumore che prendono il posto di quello che prima erano curiosità e voglia di apprendere: ecco solo alcuni degli effetti della condotta limitata e senza alcuna fondatezza scientifica della didattica perpetrata da alcuni insegnanti della scuola primaria.

Dopo 8 ore a scuola il cervello dei bambini può ancora immagazzinare informazioni tecniche? La risposta è no!

Gli insegnanti fanno una stima media di quanto tempo i bambini potrebbero dedicare all’esecuzione dei compiti assegnati? Seguono la regola dei dieci minuti? (sapranno di cosa si tratta?).
Mi chiedo anche se gli insegnanti tengano una stima dei loro alunni che negli anni hanno proseguito negli studi… perché se è vero che questo non dipende solo da loro, è vero che l’impatto della scuola e degli insegnanti sulla vita dei bambini ha un ruolo decisivo in quello che sarà poi la scelta del percorso di studi o dell’abbandono scolastico.

L’Italia è tra i Paesi europei con il livello più basso di istruzione (dati ISTAT), registriamo basse competenze alfabetiche, numeriche, e per la lingua inglese. In Valle d’Aosta abbiamo un alto tasso di abbandono scolastico: sono in diminuzione gli alunni che conseguono un diploma superiore entro i 19 anni (si tenga presente che i testi scolastici in questa Regione sono dati in comodato gratuito fino a tutta la fine dell’istruzione secondaria!). La Valle d’Aosta potrebbe essere una straordinaria realtà di attuazione di didattiche funzionali semplicemente ispirandosi ai paesi del Nord Europa, che forniscono ben altri tassi di successo e competenze di altro tipo (la scuola primaria in Valle d’Aosta prevede obbligatoriamente un tempo pieno perché c’è l’insegnamento del francese, essendo una regione bilingue a statuto speciale).

E invece…

E invece siamo ancora qui a gestire con il cronometro il tempo a casa e i malesseri familiari legati ai Compiti a Casa, interfacciandoci con insegnanti che ritengono normale dare anche come compito (oltre a tutto il resto, beninteso!) da colorare a casa sostenendo che ALMENO lo si può fare in famiglia e si passa del tempo insieme! (Razza di genitori incapaci di scegliere come spendere il proprio tempo in famiglia eh!!!).
Leggeteli magari i libri del prof. Maurizio Parodi.

Ecco. Sappiatelo.
Scuola primaria. Anno 2019.


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