Testimonianza di Stefania Fortino

Pubblicato da Stefania Fortino il

Sono Stefania Fortino, insegnante di scuola primaria, e non assegno compiti a casa da più di 8 anni della mia carriera scolastica. Niente compiti in settimana, nessun compito durante il weekend, men che meno durante il periodo di vacanze natalizie, pasquali o estive. Insegno Matematica, Scienze, Geografia e Attività Motoria e lo faccio con passione e impegno tutti i giorni, a scuola!

Io, solo io, senza delegare a nessuno il compito che spetta a me e solo a me. Con i miei alunni sono chiara fin dall’ inizio dicendo loro: “Voi mi date tutta la vostra attenzione, io faccio del mio meglio e suonata la campanella siete liberi di dedicarvi a tante altre attività o anche ad annoiarvi, perché credo che anche la noia serva e che da essa, molte volte, poi nascono esperienze meravigliose”.

In classe si fa tutto insieme: io gli leggo persino le pagine dei sussidiari sull’argomento della lezione, perché credo fortemente che l’amore per la lettura non può e non deve appassire per la mole di pagine di libri da studiare, a loro il compito di cercare le parole chiavi e costruire, sempre insieme, mappe concettuali da ricordare nel tempo e a questo fine do loro aiuti quali immagini, suoni e movimenti corporei gancio che permettono loro di ricordare nel tempo ciò che hanno appreso.

Poi si ripete collettivamente ed individualmente per il tempo necessario a ciascuno di loro. Tutto questo è fondamentale in una realtà scolastica come la mia che ha un’utenza di bambini di nazionalità straniera elevatissima. Anche per questo dare compiti a casa sarebbe discriminante, perché molte famiglie dei miei alunni non parlano, o a stento capiscono, l’italiano.

Ma non è l’unico motivo di questa mia scelta: i compiti a casa sono piacevoli facili e veloci, per chi non ha bisogno di farne ancora, mentre potrebbero essere dannosi e addirittura pericolosi, per chi non ha ancora acquisito competenze adeguate per portarli al termine, né ha alle spalle figure capaci di aiutarli.

A scuola questa figura c’è: ci sono io! Con i miei limiti, come tutti, ma con la volontà di fare sempre del mio meglio per loro. I bambini sentono a pieno questo clima sereno di scambio reciproco e ricambiano con un entusiasmo, una curiosità e una voglia di fare che ripaga ogni nostra fatica.

Perché non ritengo che sia facile, anzi, il dispendio di energie è altissimo sia per me che per i miei alunni, ma studiare a scuola si può, si deve! Perché un insegnante non può, né deve mai perdersi quell’ espressione di gioia che illumina gli occhi dei propri alunni, quando si scoprono capaci di fare, sostenuti e incoraggiati in un percorso che devono amare per anni. Con questo mio modo di fare scuola vedo ogni giorno bambini felici e io lo sono ancor di più, per loro!

(Stefania Fortino, insegnante di scuola primaria)


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