A scuola senza cartelle e libri

Pubblicato da Redazione Basta Compiti il

Un nostro lettore, Giampiero Monaca, ci racconta l’iniziativa della scuola elementare “Rio Crosio” di Asti, dove è appena iniziata l’anno scolastico e a dominare la scena è l’allegria di studiare.

Ci siamo. Si ricomincia un nuovo anno scolastico. I Bimbisvegli della 5 C della scuola elementare Rio Crosio di Asti si dirigono a passo allegro e veloce a scuola.
Allegro perché gran parte delle attività che si svolgono in classe sono basate su scoperta, sperimentazione pratica gioco, cooperazione e leggero perchè da due anni ormai non hanno più la cartella.
Senza cartella, perché tutto il materiale scolastico (biro forbici, pennarelli forbici righelli), i libri di testo e i quaderni restano in classe e sono in condivisione.
“Condividiamo tutto come le antiche tribù neolitiche guidate dalle donne, che mettevano a disposizione di ciascuno quello di cui aveva bisogno: un po’ a ttutti, condividiamo secondo la necessità” (dice Lorenzo 10 anni)

I libri di testo adottati non sono tutti uguali ma differenti. “Abbiamo 4 libri di storia, 3 di scienze, la lezione viene prima svolta e spiegata frontalmente o con supporti video o con esperimenti pratici, poi si legge insieme SUI LIBRI, abituandosi a seguire il filo del discorso ricercando sulla propria copia quello che il compagno sta leggendo dalla sua versione. Non cambia moltissimo, poche parole, a volte un libro è più conciso e un altro è più analitico.
Questo richiede ai ragazzi una grande concentrazione, e li abitua a ricercare i contenuti e le informazioni salienti mentre si affronta un argomento. Inoltre ci si abitua a lavorare sia in gruppo che individualmente con materiale sempre diverso.” (spiegano gli insegnanti)

Naturalmente, dopo qualche tempo di rodaggio, avviene che siano i bambini stessi ad interrompere la lezione per suggerire la lettura dell’argomento da un libro o da un altro, perché una edizione presenta più particolari di un’altra.
Questo è preziosissimo perché, quasi giocando, si ottiene un approfondimento personale e molto motivato degli argomenti studiati.
I libri restano generalmente a scuola ed anche lo studio delle materie avviene in classe, collettivamente, a coppie o individualmente.

Proprio come accadrebbe se i bambini si ritrovassero l’uno a casa degli altri per fare i compiti o studiare, ma con in più, il vantaggio di poter richiedere spiegazioni in ogni momento all’insegnante e dando modo all’insegnante di aggiungere spiegazioni, specificare o correggere inesattezze in tempo reale.
Inoltre questo sistema è utile per presentare diverse strategie di studio: ricerca parole chiave, creazione di mappe concettuali, schemi sintetici, paragoni tra argomenti, esperimenti per verificare ipotesi, resoconti, riassunti.

I bambini sono comunqe liberi di portare a casa i libri di testo , così come i libri della libreria di classe per approfondire o per mostrare l’argomento ed i loro progressi ai genitori.

La condivisione di biro, matite e pennarelli non è poco impegnativa, tutti siamo abituati al mio e al tuo. Nella classe dei bimbisvegli si cerca di abituarsi sin da subito ad essere un “noi”.
Le difficoltà della condivisione, dei diversi canoni di cura del materiale abituano alla discussione e all’attenzione per il bene comune, che in questo modo diventa davvero tangibile: se qualcuno non ha cura dei pennarelli o mangia le matite, tutti non potranno più scrivere o disegnare.

Studio esercitazione e consolidamento avvengono quasi del tutto a scuola. In rarissimi cari viene assegnato lavoro a casa, esclusivamente per motivi specifici (ad esempio utilizzare materiali e strumenti che sono esclusivamente a disposizione presso il domicilio dei bambini o incentivare qualche attività con i genitori o dar seguito ad una richiesta del bambino).

Se il luogo di lavoro di insegnanti ed alunni è la scuola, è ingiusto, sia per gli uni che per gli altri, doversi portare a casa lavoro straordinario, imposto per sopperire a mancanza di tempo in classe.
Nessuno vieta l’approfondimento personale o la rielaborazione autonoma.
Anzi è l’obiettivo sottinteso, è proprio il raggiungimento di una motivazione per suscitare l’interesse allo studio appassionato ed all’approfondimento autonomo.
Semplicemente non viene dato come compito obbligatorio.

Il ragionamento alla base è che, chi è seguito, chi è responsabile non ne ha bisogno e probabilmente a casa legge libri volentieri o è accompagnato dai parenti a visitare musei nei weekend.

L’esercizio (anche quello autonomo) si può fare benissimo in classe. Tra l’altro questo abitua i ragazzi a una fruizione più attiva del tempo trascorso in classe. Non lezioni conferenza, in cui se mi abbiocco non mi nota nessuno, ma laboratorio continuo con un professionista dedicato a seguire esercizio, processo di comprensione, esecuzione ed apprendimento
Il consolidamento viene garantito e favorito dal lavoro di gruppo, dall’impegno individuale con la possibilità per i bambini, di accedere immediatamente alle spiegazioni dell’insegnante, in caso di dubbi o lacune. Si è arrivati a questa determinazione a seguito di riflessioni basate sull’osservazione: i bambini che sono seguiti a casa e che potrebbero avere il sostegno di genitori adeguati, solitamente non hanno bisogno di esercitazioni aggiuntive.

I bambini che necessitano un lavoro di esercitazione e ripetizione, solitamente non dispongono di un sostegno parentale adeguato. Basare il processo di apprendimento sull’esercitazione a casa non farebbe che aumentare il divario tra persone con situazioni socioculturali sbilanciate. Preferiamo quindi farci carico il più possibile della fase di consolidamento ed esercitazione in modo da favorire il più possibile il “salto di classe” offerto dalla scuola pubblica.

Questi primi giorni di scuola vedono la classe 5C dei Bimbisvegli della Rio Crosio, impegnatissimi nella preparazione di uno spettacolo intitolato “The Wheels: la vera storia di chi inventò la guerra, come venne e come andò” che andrà in scena il 25 settembre a Castelnuovo Don Bosco in occasione della rassegna “Basta che siate giovani perchè io vi ami assai” organizzata da Fondazione Gabriele Accomasso ed ass. Parthenos.
L’allestimento delle scenografie offre spunto per compiti di realtà e problemi da risolvere per sollevare sipario, misurare altezze e calcolare superficie scenica, lettura, interpretazione, gestualità e coordinazione, un modo per ripassare italiano , matematica storia e scienze finalizzato ad un obiettivo pratico e reale.
Bentornati a scuola BimbisvegliLa Tecnica della Scuola[vc_column width=”1/3


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